Parrocchia Sant'Antonio di ALBEROBELLO
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Don beppeANDARE CON IL VANGELO – A RACCONTARE GESÙ DOPO AVERLO INCONTRATO

E’ bello ritrovarci qui con Maria – non sotto casa – ma dopo aver provato un po’ di fatica, per non dimenticare che la vita bella che Gesù propone, non è senza sudore.

A lei ci affidiamo e con lei vogliamo camminare alla ricerca di Gesù che è sempre in cammino sulle strade del mondo.

Lo scorso anno abbiamo messo materialmente sotto il Tabernacolo: il Vangelo, a voler indicare che, realmente, con l’Eucaristia è la sorgente per mantenere viva la nostra fede e il nostro apostolato. Il libro della nostra vita, la radice del nostro credo, la parola del Signore che Gesù ci ha comunicato per farci conoscere il Padre e il tenero amore che ha per ciascuno di noi.

Non so dire, se tanti o pochi abbiano realmente preso coscienza della sua importanza, forse qualcuno sì, e ha pensato: questa parola pur bella, è dura, chi potrà viverla? Ma è sempre Dio che opera ben oltre le nostre aspettative e senza che sia necessario che io sappia che sta facendo.

Quest’anno in sintonia con la Chiesa vogliamo continuare a camminare, e quel Vangelo visto sotto il tabernacolo, ascoltato nelle celebrazioni, forse letto e meditato in famiglia, vogliamo impegnarci ancora ad annunciarlo. EVANGELIZZARE o ri-evangelizzare o raccontare il Vangelo o andare con il Vangelo fino alle periferie esistenziali, per utilizzare un’espressione di Papa Francesco. Perché giunga a tutti scettici e convinti e lontani, credenti e non …

Vogliamo non dimenticare l’affermazione di Paolo ai Rm 10,13-15.17: Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non v’è chi predichi? … Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo.

La Chiesa da sempre vive grazie all’annuncio del Vangelo, anche noi siamo qui perché abbiamo visto vivere il Vangelo, annuncio che non è mai cessato nella Chiesa e da parte della Chiesa, altrimenti non sarebbe vissuta fino ai nostri giorni. Proprio come agli inizi della Chiesa bisogna con perseveranza continuare a raccontare la buona novella del Regno, senza stancarci. Narrare come ci ha salvati con la sua morte e resurrezione, ripetere le parole di Gesù, le sue parabole e miracoli, attualizzati nell’oggi, che devono risuonare nella comunità dei vicini e dei lontani e con forza e dolcezza insieme, attraverso la carità.

La comunità tutta è chiamata a raccontare. La bellezza del Vangelo deve essere raccontata soprattutto con la nostra vita, non tanto come un insieme di conoscenze da trasmettere, ma come esperienza bella che mi ha cambiato e continua a cambiarmi e a dar senso al mio esistere. Per primi noi che parliamo dobbiamo diventare capaci, di far trasparire la bellezza del vivere con Gesù, del seguire le sue parole, attuandole nella nostra vita. Dal Vangelo, da questo tesoro tiriamo fuori il bello per la nostra vita e per quella dei fratelli, senza mai arrenderci, senza perdere la speranza.

Portare il Vangelo con la vita, in ogni situazione.

Comprendere che noi siamo evangelizzatori in ogni momento dell’esistenza, non solo parlando o facendo catechesi o celebrando la liturgia. L’agire di tutta la comunità evangelizza. Dobbiamo rigenerare la nostra comunità probabilmente riaccendendo la speranza che a volte ci viene a mancare. In tutto ciò Maria ci è di grande esempio. Nel Vangelo non parla tanto, ma insieme con Giuseppe lei fa la volontà di Dio e posta è posta a modello di vera discepola, corredentrice. Sentiamoci anche noi come lei.

Per fare questo – insisto – bisogna conoscere la bellezza del Vangelo … per contagiare gli altri, … per far questo è necessario impastare la nostra vita di Vangelo. Solo così potremo aprirci realmente a tutti coloro che incontriamo nei posti in cui vivono. Come Maria con Elisabetta, dobbiamo andare da loro nelle loro case, a trovarli per le strade. Non sempre è facile ci vuole carattere, ci vuole che ci lasciamo prendere da Gesù e dal suo Spirito che guida e suggerisce cosa fare e dire.

Per dirla sempre con il Vangelo è necessario che ogni membro della comunità si santa luce e portatore di sapore in ogni situazione, pur con le proprie fragilità e incompiutezze.

Invito tutti a prendere con coraggio la propria vita e a saperla donare con passione sicuri che il signore ci guarda benevolo e don Guanella ci è vicino con la sua santità di evangelizzatore dei poveri.

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