Parrocchia Sant'Antonio di ALBEROBELLO
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Nel mese dei fiori, una massima scritturale esposta in ogni dì nella vita della Beata Vergine.

E’ l’opuscolo in cui don Luigi Guanella ha voluto offrire alla pietà mariana popolare una serie completa di meditazioni per il mese di maggio. Esso venne pubblicato nel 1884 a Milano. Queste meditazioni sono disposte secondo uno schema biografico che ripercorre la vita della vergine Maria basandosi principalmente su episodi del Nuovo Testamento. Le tematiche spirituali che completano il testo sono invece riprese da altrettante meditazioni svolte dal gesuita Paolo Segneri ne La manna dell'anima. Il nostro, in questo testo come in altri suoi scritti, manifesta la sua grande devozione nei confronti della mamma di Gesù.

Le privazioni di Maria ti confortano a pazienza

La prova della vostra fede ottiene la pazienza, la pazienza poi ha l'opera perfetta.

1. Eccoti qui una verità che fa seguito alla precedente. Ieri ti si è detto che le tribolazioni ti danno il gaudio. Oggi ti si aggiunge che le medesime ti danno la pazienza, e con questa egregia virtù che ti donano ogni sorta di bene perfetto. Consideralo pur questo vero in Maria. La vergine di Nazareth … era una donna povera, che non si distingueva dalle comuni fanciulle del popolo. Le toccava lavorare da mane a sera per vivere giorno a giorno. Lo sposo suo Giuseppe, che pure discendeva dalla famiglia dello stesso re Davide, non era meno provvisto, perché campava la vita con il sudore della sua fronte. Ma intanto Maria acquistava virtù. … Il sovrano di Roma Augusto comandò che in tutte le provincie del suo vastissimo impero s'avesse a descrivere la numerazione degli abitanti. Conveniva che a questo scopo tutte le famiglie del contado si portassero al capoluogo. Che disturbo per tutto un popolo! Ma Maria non aggiunge parola di osservazione. Nel suo cuore pensa: "È Dio che dispone le cose così". Intanto il viaggio da Nazareth a Betlemme, … è un cammino di più giornate. La stagione è nel pieno dell’inverno. Lo stato di Maria è troppo interessante. C’è da salire monti, valicar valli. I sentieri sono disastrosi e su e giù per essi raro non è che sbuchi da una macchia un nido di assassini. Che fare?... Tu domandi il da farsi, ma Maria senza molte riflessioni aggiunge a Giuseppe: "Incamminiamoci dunque e Dio sarà con noi".

Quando poterono, giunsero dunque in Betlemme. Appena messo il piè dentro, Giuseppe e Maria si affrettarono a dare le proprie indicazioni all'ufficio del censo e là versarono le contribuzioni di regola. Eseguito ciò, se ne uscirono. Le ombre erano già calate sopra a Betlemme, la notte si avanzava e Maria non ancora sapeva dove avrebbe alloggiato in quella notte. Pensava intanto: "Dio provvederà". Intanto si faceva a domandare alle porte di una via, ma quei là dentro, vedendoli poveri, dicevano: "Andate, andate, che qui non è luogo per voi", e chiudevano loro l'uscio innanzi. Si facevano daccapo allo ingresso di case in altre vie e presso ai pubblici alberghi e Giuseppe rappresentava lo stato della sposa sua, ma da tutti si rispondeva collo stesso discorso: "Andate, che qui non è luogo per voi". Oh come saresti caduto di fiducia tu! Ma Maria non mai. Imparalo almeno da lei a rassegnarti nei casi avversi della vita. Per acquistare la pazienza si richiede molto esercizio di virtù. La pazienza si impara più con esercitarla in atto che con impararla sui libri. Perciò Maria te ne porge sì alto esempio.

Avviene come dei soldati, come degli agricoltori, ovvero come degli artisti. Tutti questi, più che dalla cattedra del maestro, devono apprendere col maneggio delle armi, col lavoro della marra, con l'applicazione del pennello. Gesù Cristo la pazienza che ti insinuò con i libri evangelici te la additò prima con i suoi trentatré anni di una pazienza invitta. Impara da Gesù, impara da Maria.

Poi confortati in ricordare che la pazienza è virtù regina. In casa sua ha tutto quel meglio che tu possa bramare. Il bene della pazienza è sì gran tesoro che non ti lascia più mai povero. Non li scorgi i pazienti che sono come torri inespugnabili? Per quante armi nemiche di senso umano e di nequizia diabolica si scaglino contro la torre di pazienza, non se ne risente, perché come uno scoglio duro ribatte tutti i colpi. I pazienti son quelli scogli appunto che avanzano su dalla superficie di quelle acque. Quando le onde marine si elevano gonfie, quei sassi son tutti coperti di sopra e dintorno ma non si smuovono d'un dito. Contro di loro si infrangono per mille anni le acque spumanti e quelli, non che cedere, induriscono di più alla prova.

Fortuna tua se sei paziente! Maria con la pazienza ottenne il bene massimo per sé e lo ottenne anche per altrui. Tu se vuoi essere forte per te, valido per altri, esercitati tanto nella pazienza finché l'abbia ottenuta. Pregane di ciò Maria benedetta. …

Orazione

Maria, Maria, che dolce e caro nome è questo vostro! Fa ricordare il complesso di tutte le virtù le quali si posarono perfette nel trono del vostro cuore. Oh, se io almeno acquistassi la pazienza! Fate che mi eserciti sempre in quella. Me fortunato se potrò esserlo paziente sino al termine di vita. Sarei sicuro che voi, o Vergine, mi accompagnereste di subito al paradiso.

Da ‘Nel mese dei fiori’ di don Luigi Guanella

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