Parrocchia Sant'Antonio di ALBEROBELLO
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In questa Domenica delle Palme lo scambio rituale del ramoscello riporta alla coscienza nostra torti subiti e offese non smaltite.

Né può bastare una tradizione a far superare la paura di affrontare gli eventuali nemici: nel groviglio delle nostre ostilità sono mescolate insieme doppiezza e rabbia, violenza e brama. Soprattutto la paura. Come gestire il dopo?

 

Che succederà quando avremo fatto pace?                   

 In fondo le guerre hanno una loro stabilità e chiarezza: sai chi sei tu, sai chi è l’altro, sai che le posizioni sono contrapposte. Ti guardi. Ma, a pace fatta, chi sono io? Chi è l’altro? Paralisi della paura, che è reazione di difesa e chi ne è colpito o aggredisce o fugge.

Mi incanta sempre la storia di San Francesco con il Lupo di Gubbio, che divorava animali e uomini, incontro al quale i cittadini uscivano sempre armati, pronti a rispondere al feroce.

Francesco non scappa davanti al lupo, vuole capire perché è violento. Si accosta e capisce che il lupo non è cattivo: ha solo fame e paura.

Non vuole la nostra stessa attenzione questo tempo che viviamo? Non chiede un identico accostamento ogni nostro nemico?

Forse dietro alla violenza ci sono egoismo e paura, per questo si presenta spesso gratuita, irragionevole, imprevedibile…

Come un cane è la paura, se scappi ti morde. Affrontala se vuoi camminare. Liberamente.

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