Parrocchia Sant'Antonio di ALBEROBELLO
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FALO’ DI SAN GIUSEPPE

        I FUCARAZZ

Il mese di Marzo, come dice il nome, era dedicato a Marte, al quale, in suo onore, si tenevano feste. In questa linea va letto anche il Fuoco di San Giuseppe, come tutti i falò legati alla fine delle stagioni.

Nella cultura tradizionale, da sempre, il fuoco segna i momenti di passaggio del ciclo dell’anno, come la fine della brutta stagione e dei freddi giorni invernali.  L’uso rituale del fuoco risale a un tempo precedente il cristianesimo, ai riti celtici delle cadenze calendariali vicine ai due solstizi. Che siano gesti tesi a scacciare spiriti maligni o che facciano parte di riti iniziatori, resta il fatto che la gente riconosce, nel segno di una storia condivisa, una valenza simbolica e augurale.

Gli antichi filosofi facevano del fuoco un oggetto di venerazione rappresentandolo attraverso un dio; nello scanzonato mondo di questo Terzo Millennio, il falò rappresenta il centro attorno al quale si raduna una comunità che ripropone un rito di passaggio.

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